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Gli ⁄handlogic aprono una nuova fase del proprio percorso con questo Ep di 3 inediti dal titolo “Chi ti guarderà?”, primo tassello di un progetto discografico che segna un cambio netto di direzione. Tra il minimalismo cibernetico di “Vieni giù”, le trasgressive direzioni pop industriali di cellule che sembrano arabe di “Amilià” o il rock di quartieri due dentro “Ulula” a chiudere l’ascolto. Il nuovo corso nasce da una scelta precisa: imporsi limiti creativi per superare gli automatismi e ritrovare urgenza. Il risultato sembra però restare in bilico senza una precisa forma che voglia definire e dare personalità. O forse è solo l’embrione primigenio di una campo appena coltivato. Attendiamo la raccolta…
Vi portate dietro un moniker che inneggia ad una directory: una cartella dentro cui trovare logiche... sono fuori pista? In realtà sì, o meglio, ci piacerebbe che fosse questo il significato ma la verità è che non volevamo la lettera maiuscola perchè Handlogic sembrava un cognome serbo ahah Quindi abbiamo messo davanti un simbolo per tenere la h minuscola, e ⁄ ci pareva elegante. Poi chiaramente evoca tutto un mondo un po' radioheadiano che ci è molto caro, ed il mondo ⁄handlogic come "filesystem" emotivo/sonoro ci risuona molto. Quindi inconsciamente ci tornava bene anche con il carattere semantico che ha il nome in sè. In ogni caso, grazie perchè useremo questa spiegazione d'ora in poi per le prossime interviste!
E questa copertina? Bellissima... distopica anche... il caos di tutti, un centro vitale a cui tutti facciamo riferimento. Oppure cos'altro? Grazie, è opera di Elena Molino, la nostra art director. È tutto ciò che dici, ma anche il perdere il sè individuo dentro il mare di complessità che è la massa, sia quella fisica in piazza che quella virtuale dentro gli schermi. Un essere un puntino minuscolo dentro un sistema che contemporaneamente di accoglie e ti mangia. È venuta fuori perché nei nostri brainstorming legati ai nuovi brani tornava continuamente la parola "coralità", in tutti i suoi sensi, quindi la folla indistinta la rappresentava al meglio.
Dal questo titolo vi chiedo: è necessario venir guardati? Certo, il nostro tempo lo impone... ma è una cosa giusta o una cosa a cui ormai siamo divenuti schiavi? Il nostro tempo lo impone, soprattutto se vuoi condividere le tue cose, la tua arte, la tua musica, e in generale se vuoi esporti minimamente. Non c'è via di mezzo tra il chiudersi in casa a conservare gelosamente le proprie cose, e il mettersi sulla pubblica piazza virtuale, un grande fratello ormai non più distopico dove sei visto da tutto e tutti contemporaneamente. La grande lotta che compiamo, soprattutto chi fa musica nel 2026, è di rimanere in equilibrio tra questi due poli estremi, riuscire a farsi guardare e a mettersi sul "palco" senza rimanerne schiacciati, senza soffrirci troppo. E soprattutto ricordandosi che è sempre e solo una rappresentazione, una proiezione di una parte di sè, un personaggio, non è il nostro vero io. Come quello che sta rispondendo a queste domande :)
Cercate di rompere le attese, le quadrature, i cliché. Che sia proprio la forma canzone a darvi questa possibilità? Come a dire: nei limiti possiamo evolvere? Senza? I limiti da sempre e per sempre sono il più grande strumento creativo. Nell'assenza di forma c'è il caos e la paralisi, davanti a un foglio bianco tremerebbe chiunque. Sapere che invece giochi dentro a dei confini narrativi esistenti ti permette di fluire più serenamente, e di incanalare la creatività dentro i confini. Se so che ho tre minuti di tempo per dire quello che voglio dire, che nel ritornello ci sarà il picco energetico, che la strofa racconta la storia e il preritornello fa crescere la tensione, ho delle regole che possono far scaturire idee molto più potenti che avere la libertà assoluta. O meglio, per noi in questo momento storico. Nel disco precedente ci siamo invece dati alla libertà totale, ci son voluti 4 anni infatti a finirlo ahah
Un EP che oggi cosa significa? Un disco in arrivo, un vinile... oppure state alterando anche queste forme e queste abitudini? Purtroppo o menomale non possiamo ancora scappare da queste forme e abitudini, e il mini EP non è nient'altro che un'anteprima di un qualcosa di più grande che non possiamo svelare, che però rientra perfettamente nei soliti cicli promozionali dell'industria musicale. Spero che un giorno potremmo permetterci di uscirne! E in ogni caso fare uscire tre canzoni più o meno slegate tra loro per noi è già una grande novità, rispetto ai concept album a cui eravamo abituati.
Articolo del
13/04/2026 -
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