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Nebüla
Dentro le trasgressioni noise rock di “Urobori”
di
Domenico Capitani
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Cambiano le forte, si mescolano modi… qualcuno potrebbe ravvisare del grunge, altri del noise, l’alternative ovunque, il Prog anche a condire… “Urobori” è ciclicità e spiritualità di un disco nuovo, è l’ennesimo manifesto di quanto grande sia la produzione italiana di oggi… nelle tantissime derive che non conosciamo e mai conosceremo se restiamo (come siamo) ancorati dentro le nostre zone di confort. Azzurra Buccolerio aka Nebüla ci regala l’ascolto di un lavoro lungo appena 6 tracce e ci procura una fame per niente sopita di altro…
Mi viene subito da chiederti: quanto spazio avete concesso all'improvvisazione? Di solito inseriamo comunque alcuni tappeti sonori con alcune sequenze che non lasciano nel live tantissimo spazio per improvvisare, poiché suoniamo in 3, ma decisamente nei vari live molti suoni e collegamenti fra un pezzo e l'altro creano come un unico serpente sonoro della durata di un ora e un quarto circa.
E quanta improvvisazione anche nello sperimentare i suoni? Su quella lavoriamo tanto a casa, in sala prove (anche sei ore di fila con varie bestemmie) e ancora ci stiamo lavorando. I sintetizzatori sono elefanti giganteschi da scalare per comprenderli al 100 %. Solitamente registriamo in multitraccia le idee nuove e poi si lavora sulla rielaborazione con il Mac.
Il concetto di nebulosa e di nebbia, anche dentro le foto e le grafiche... che significato ha per te? Quest'anno quasi ho pensato di eliminare totalmente il mio viso, voglio solo visivamente ricreare un'atmosfera, non mi importa che mi vedano in ''viso''. La foto del singolo di Eugenio Pranzo l'ho ritoccata io, per dargli un'altra vita, mi piace molto l'effetto ''glow'' sulle persone in foto un po' come gli alieni di un film cult come "Cocoon". Che significato ha per me? Io ho scoperto di essere un po' preponderante nello spettro autistico, spesso mi perdo fra mille intenti e in mezzo alle nubi che io stessa mi ricreo e spero sempre di uscirne fuori, magari come Bastian nella "Storia Infinita".
E se la nebbia dovesse aver suono? Lo shoegaze e il post-rock risponderei io... e tu? Sicuramente lo shoegaze e il post-rock e un'elettronica stile Bjork e The Knife .
Un Ep che segna l'inizio di un percorso e di un linguaggio identitaria o sei in totale abbandono a ciò che viene? Questo Ep spero mi porti verso una 'Me' più sincera abbandonando totalmente il 'pop' canonico.
Curiosità prendendo spunto dal concetto di casa... questo EP rimanda spesso a luoghi... hai mai pensato di utilizzare strumenti della tradizione salentina o dialetti o altro? Per un salentino "sognare il mare" proprio come se fossi davvero lì è normale. Nascere vivere quei posti eh.... a volte quando vivevo lì non li ho apprezzati abbastanza. Gli strumenti di tradizione salentina sono stati utilizzati in "Deriva" infatti alla fine il tempo ritmico si trasforma in un 6/8 terzinato. Sul dialetto no, non canterei mai in dialetto, sicuramente mi piacerebbe un pezzo strumentale dove registro la voce di qualche anziana signora salentina, chissà che magari mi racconti una storia. Tutto può succedere!
Articolo del
20/03/2026 -
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