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Dopo l’acclamato debutto con “Suono In Un Tempo Trasfigurato” Francesca Bono e Vittoria Burattini esplorano nuove dimensioni compositive con “Ora sono un lago”, uscito il 6 marzo 2026 per Maple Death Records (Audioglobe).
Si tratta di un album di una profondità tridimensionale e con un mix perfetto tra elettronica e acustica che non solo caratterizza i nuovi brani, ma rende l’intero lavoro un vero capolavoro nel suo genere.
Francesca Bono (vocalist, performer, fondatrice degli Ofeliadorme e membro del collettivo Donnacirco) e Vittoria Burattini (percussionista, batterista eclettica e membro della storica band avant-rock italiana Massimo Volume) rappresentano un proficuo incontro tra due anime diverse del rock alternativo e della sperimentazione italiana.
L’esigenza di esplorare sonorità minimaliste basate sul dialogo tra percussioni organiche e sintetizzatori analogici dà luogo alla nascita, nel 2023, del loro progetto e del primo prodotto musicale, “Suono in un tempo trasfigurato”, ispirato al cinema sperimentale di Maya Deren e prodotto da Stefano Pilia.
Adesso il nuovo album, il cui titolo riprende un verso della poesia “Specchio” di Sylvia Plath, riflette un misticismo sonoro che riesce a fondere psichedelia, atmosfere a tratti liturgiche e sacrali, con un’elettronica che vira verso il krautrock.
Dieci pezzi che obiettivamente spiccano nettamente nel panorama, e non solo quello italiano, della sperimentazione elettronica, cosa ben rilevabile dall’ascolto attento delle varie tracce che dimostra la maturità artistica raggiunta.
L'ultimo lavoro del duo Bono/Burattini si configura come un ecosistema sonoro in cui la materia organica e quella sintetica si fondono senza soluzione di continuità.
Il viaggio inizia con la title track, un brano che poggia su un uso magistrale dell'arpeggiatore. Attraverso un sapiente gioco di sottrazioni e modifiche timbriche, il pezzo genera un movimento concentrico che trascina l'ascoltatore in un vortice acquatico, dove la voce di Francesca Bono smette di essere solo canto per farsi paesaggio.
Questa fluidità si scontra violentemente con l'energia di “Prove di esistenza/Il gesto”.
Qui, le texture sintetiche entrano in collisione con la batteria marziale e rigorosa di Vittoria Burattini, creando un cortocircuito affascinante tra l'etereità della linea vocale e un ritmo minaccioso che ne detta il passo. Su una scia altrettanto audace si muove “Acrobata”, un episodio di pura sperimentazione frutto di una ricerca paziente: sonorità singolari e quasi inafferrabili che restituiscono un’esperienza d’ascolto finalmente fuori dagli schemi comuni.
L’album scava poi in territori più oscuri con “Fragili danze”, brano che emerge da profondità lontane, sfilacciandosi in un’atmosfera sospesa tra il liturgico e l’onirico.
La voce si insinua lenta, crescendo in un mantra potente ed essenziale che, ripetendo ossessivamente lo stesso motivo, finisce per svanire in un’evanescenza quasi mistica.
L'elemento ritmico torna protagonista in “Oltre le palpebre”, dove la batteria pulsa come un battito cardiaco affannoso o il ticchettio di un orologio; minimalismo intelligente che sfocia in un finale sognante, cullato dalle voci e da un delicato sottofondo di chitarra.
Certo non manca una vena più tesa e materica: “Il volo dell’angelo”, che si distingue per un approccio inizialmente più rock, seppur costantemente trasfigurato da ripetizioni elettroniche ossessive.
In questo pezzo strumentale, le trame si intrecciano fino a un'apertura sonora dove i ruoli strumentali tra si invertono completamente.
Infine “Lonely blue star”, che rappresenta una vera e propria lezione di stile. Il brano vive di un magistrale espediente tecnico: un detune seguito da un rallentamento che permette di scivolare fluidamente da una prima parte dominata dalle variazioni del cutoff su un motivo gestito da un arpeggiatore rock a un finale onirico, sorretto da una trama acustica di rara bellezza.
Se si considera il setup minimalista utilizzato, risulta quasi incredibile che le due musiciste possano con quello avere realizzato un prodotto di un così alto livello artistico, dimostrazione evidente della loro professionalità e del fatto che le qualità artistiche del musicista contano più del costo degli strumenti.
Sicuramente, senza niente togliere alla bravura del duo Bono / Burattini, sull’altissimo livello raggiunto nell’album ha avuto influenza la registrazione e la produzione condotta da Francesco Donadello (ingegnere del suono che ha collaborato con artisti del calibro di Hildur Gudnadottir, Johann Johannsson, Modeselektor & Thom Yorke, David Sylvian, Ben Frost, Nils Frahm).
Nel complesso “Ora sono un lago” del duo Bono/Burattini è un album spettacolare.
TRACKLIST 1. Ora sono un lago 2. Prove d’esistenza/Il gesto 3. Nuda vela 4. Come un riflesso 5. Acrobata 6. Tra le labbra 7. Fragili danze 8. Il volo dell'angelo 9. Oltre le palpebre 10. Lonely blue star
Articolo del
01/04/2026 -
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