|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Flea
Honora
2026
Nonesuch
di
Denise Carulli
|
|
Se si pensa a Flea come figura iconica della musica che ha marcato un’epoca, non si può non rifarsi al virtuosismo legato alle sue esecuzioni magistrali al basso nei Red Hot Chili Peppers. Eppure, nel suo nuovo disco da solista, c’è un Flea totalmente diverso, che ritrova se stesso, ripartendo dallo strumento con cui ha iniziato ad affacciarsi al mondo della musica: la tromba.
Pubblicato il 27 marzo 2026, “Honora”, titolo ispirato alla bisnonna dell’autore, è un disco jazz che nasce dall’urgenza dell’artista di rimettersi in discussione e ripartire da quella che è stata la propria genesi musicale. Per entrare nell’ottica di “Honora” è necessario, dunque, dimenticarsi del Flea bassista e concentrarsi in un ascolto più attento e lento. La tromba sembra quasi voler definire il proprio linguaggio e raccontare una storia.
All’interno di Honora convivono improvvisazione, momenti spirituali e riletture di brani profondamente trasformati, che spaziano da Frank Ocean a George Clinton, passando per Jimmy Webb. Le collaborazioni con Thom Yorke e Nick Cave arricchiscono la linea narrativa e contribuiscono alla rottura dell’equilibrio strumentale con nuove prospettive sonore ed emotive.
La protagonista è una lentezza meditativa che guida l’ascolto, permettendo di avvicinarsi ai brani come a un mondo parallelo. L’attitudine che ne emerge è quella di un Flea che invita l’ascoltatore a prendersi il tempo necessario per cogliere la discontinuità e la complessità del linguaggio che attraversa l’intero lavoro in studio.
Nonostante sia un album da solista, al suo interno vi sono collaborazioni importanti che hanno aiutato Flea a far trasparire i propri sentimenti e rimarcare una solidità creativa. Josh Johnson, Jeff Parker e Anna Butterss sono solo alcuni dei nomi di musicisti che hanno contribuito a dare struttura e direzione al progetto.
Tra le personalità più note all’interno di Honora si ritrova John Frusciante, anch’egli in una veste completamente diversa. Niente assoli incendiari né centralità espressiva, ma un lavoro sottile di costruzione sonora. Il contributo di Frusciante ha aumentato quell’equilibrio fragile e collettivo che definisce alcune tracce dell’album. È proprio in questa rinuncia al protagonismo che il suo apporto acquista significato, rafforzando l’idea di un progetto in cui anche le personalità più riconoscibili scelgono di mettersi al servizio di un linguaggio più ampio e condiviso.
La linea emotiva in Honora è molto chiara. Flea cerca di far emergere il passato e la propria identità. Tra i temi che emergono senza essere mai esplicitati, si percepisce la storia dell’artista tra migrazione e appartenenza, resi evidenti dalla scelta di suoni e atmosfere.
Honora, dunque, si muove in una direzione totalmente opposta in cui Flea mette da parte tutto ciò che lo ha reso iconico e si mostra in una veste più intima. La tromba non cerca di stupire, ma di raccontare, con un suono a tratti fragile e trattenuto ma sempre molto personale.
Non è un disco immediato, e in alcuni momenti può anche disorientare. Ma è proprio in questa sua natura imperfetta e frammentaria che “Honora” trova il proprio senso e prende forma un passo alla volta
Articolo del
21/04/2026 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
//www.youtube.com/embed/TmyjzvQv5bA?si=fg46jv1gWZ9FsGUa
|
|
|
|
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|