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Il moderno del tempo che viviamo spesso si affaccia al futuro affilando le armi del passato. E se corre così velocemente allora avrà senso pensare che appena 10 anni bastano per parlare di un passato assai distante e retrò. Così questo disco che rispolvera il gusto e il fascino di certi fasti italiani ormai quasi “sepolti”: e parliamo di un certo tipo di new wave, di una certa attitudine post-punk e, perché no, quel certo modo di vestire strutture pop. Tornano sugli scaffali dei negozi (digitali e non per mano Pick Up Records) i Frigidaire Tango con un vinile da non perdere: “Modern Vintage Wave” raccoglie scritture e incisioni lasciate da parte nel negli ultimi 10 anni appunto… e tanto basta per far girare assieme a questi solchi, anche una nostalgia ormai quasi dimenticata, quel suono sovversivo, militaresco e di resistenza, quel noir metropolitano di centri sociali e quartieri di periferia. Insomma: c’era un movimento che ora non c’è più. E per gli amanti di questo suono, il nuovo disco di Charlie “Out” Cazale, Stewie Dal Col e JM Le Baptiste suona meravigliosamente come un pezzo imperdibile per la nostra storia…
Pesco ispirazione dal titolo: la new wave oggi è ancora qualcosa di moderno e attuale o qualcosa di retrò e di vintage? Niente è veramente 'attualе' se è già passato: i vari generi, nella storia, hanno tracciato la strada della musica contemporanea. Allo stesso tempo, la musica è arte e per questo ha bisogno di evolversi continuamente. I nuovi movimenti nascono spesso dal passato, ne raccolgono eredità e idee, ma per poter essere definiti moderni devono introdurre caratteristiche evidenti che li distinguano e definiscano nuovi linguaggi sonori.Nel nostro caso, ciò che ascoltiamo oggi sulla scena 'new wave' è più un mantenimento di uno stile post punk riconoscibile, aggiornato però da scelte di produzione e arrangiamento più contemporanee. In altre parole: c'è continuità con il passato, ma anche un lavoro di modernizzazione che mantiene viva la forma senza trasformarla in una semplice copia vintage.
Di questi brani persi nel passato non troppo lontano in fondo... avete risuonato qualcosa o semplicemente rispettato ilsuomo di quel momento in cui sono nate? Abbiamo rispettato lo spirito del momento in cui sono stati scritti, ma li abbiamo anche riletti con il nostro sguardo contemporaneo. Dal 2000 a oggi il rock non ha vissuto svolte rivoluzionarie; molte formazioni attuali rimandano naturalmente a modelli del passato, mentre l'innovazione si è concentrata soprattutto in altri linguaggi — primo fra tutti l'hip hop. Per questo, oggi, la definizione 'indie' spesso rimane più un concetto che una vera rottura stilistica. In pratica abbiamo preso demo e idee nate negli anni 2000 e le abbiamo ristrutturate con arrangiamenti e produzioni attuali, mantenendo l'autenticità ma aggiornandone la veste sonora.
E che ragione ha avuto ripescare quei brani? Ce ne sono altri ancora e dunque un altro disco in arrivo? Abbiamo lavorato su circa 30 pezzi. All'inizio pensavo a un doppio album che mescolasse generi diversi, anche lontani dalla new wave. Alla fine però abbiamo preferito dare al disco un'identità più coerente e abbiamo scelto i brani che parlavano lo stesso idioma sonoro e che avevano ancora qualcosa da dire oggi. Potremmo pubblicare un disco "diverso" anche domani — ma ci prenderemo il tempo per riflettere. Speriamo non altri 15 anni.
E una codifica aggiornata ai nuovi suoni? Avete mai pensato di fare un up-grade alle nuove intelligenze artificiali? A proposito di Modern(ità)… I nuovi suoni li troverete già nei due album solisti che abbiamo registrato io e Stewie. Il mio, registrato nel 2021, probabilmente verrà incluso in formato CD nel libro che ho scritto e che uscirà a settembre. Quello di Dal Col dovrebbe invece arrivare a Natale. È musica più attuale, ma che conserva le nostre radici.Quanto all'intelligenza artificiale, la vediamo come una grande opportunità ma anche con cautela: può offrire strumenti utili, ma va usata con criterio per non trasformarsi in un boomerang.
Di qualcuna di queste tracce ci sono aneddoti e storie significative da raccontare? Almeno una…? Queste tracce hanno in comune un'anomala particolarità: non sono mai state suonate dal vivo, né in studio né in concerto. Sono brani nati in laboratorio, con le parti eseguite in momenti diversi. "Adrian", come si evince dal titolo, è dedicata ad Adrian Borland, che fu il cantante dei SOUND, una formazione inglese fondamentale nella scena new wave dell'epoca, con la quale andammo in tournée nel febbraio del 1983; il brano parla di quei giorni. A seguire, nel disco, c'è "The Shadow of Your Grace", un pezzo scritto e pubblicato da Borland nel suo primo album solista del 1989: il brano è stato completamente riarrangiato e cantato in italiano, pur mantenendo fede al testo originale. Questa è anche la prima volta che i Frigidaire Tango eseguono una cover di altri artisti.
E tornando al momento storico: quanto un vostro concerto, un concerto in generale che arriva dal vero underground, possa in qualche modo muovere l'attenzione? La Wave ha smesso la sua forza? Per i generi del passato c'è sempre qualche nuovo adepto. L'interesse per la musica dovrebbe essere a 360 gradi: si ascolta, si esplora, e quando si trova un sound che risponde alle proprie vibrazioni ci si immerge — sia che si tratti di blues, punk o new wave. Noi abbiamo riscoperto molta musica che all'epoca ci sembrava superata, perché non faceva parte del nostro presente; una volta interiorizzata, quei riferimenti sono diventati parte di noi, tanto da dare vita a una band (The Vindicators) che prendeva proprio quegli stimoli dal passato. La new wave mantiene una forza intrinseca: nasceva con l'intento di creare qualcosa di nuovo e duraturo, e quella capacità di stimolo rimane ancora oggi.
Articolo del
01/07/2026 -
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