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Un concerto devastato dalla pioggia ma - forse anche per questo - irripetibile e intenso. Chiara Civello, una musicista nata a Roma, ma di origini siciliane, ha sempre diviso la sua vita fra musica e viaggi. Ha vissuto negli Stati Uniti e anche in Brasile ed è una artista internazionale, molto conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.
Il concerto di questa sera a Roma, al parco della Casa del Jazz, aveva in programma la riproposta dell’album “Canzoni”, che è stato ristampato di recente, più qualche anticipazione rispetto al nuovo disco, la cui uscita è prevista per Ottobre 2026. Il gruppo che l’accompagna dal vivo è composto da Marco Acquarelli, alla chitarra acustica, Livia de Romanis, al violoncello, Simone Alessandrini, al sassofono e la stessa Chiara Civello, alla chitarra, al pianoforte e alla voce.
Dopo appena venti minuti, durante i quali la Civello, ben disposta e sorridente, ha presentato temi musicali estremamente gradevoli, a metà strada fra jazz, soul, pop raffinato e bossa nova, una pioggia improvvisa ha fatto scappare parte del pubblico, i più coraggiosi invece si sono avvicinati sotto palco, fermamente intenzionati a non perdere niente dell’atteso show di Chiara.
Quando la situazione meteo è peggiorata, la Civello ha preso l’iniziativa e li ha invitati a salire sul palco. Si è creato così una sorta di happening molto anni Settanta, in cui la distanza fra pubblico e artista era praticamente azzerata. Non ci sono state variazioni riguardo la setlist che era prevista: bellissima l’esecuzione di “Night”, tratta da “The Space Between”, intrisa di saudade e impregnata di influenze brasiliane, così come quelle di “If You Ever Think Of Me” e di “Alone I Cannot Be”, dolci ricordi del soggiorno newyorchese.
Bello l’omaggio al poeta Sandro Penna, così come il medley finale che ha compreso in rapida successione le esecuzioni delle cover de “Il Mondo” di Jimmy Fontana, di “Io Che Amo Solo Te”, di Sergio Endrigo e di “Senza Fine” di Gino Paoli. Canzoni anni Sessanta che la band della Civello, che vedeva all’opera musicisti squisiti, ha arrangiato in modo tale da renderle nuove, moderne e perfettamente fruibili dal pubblico attuale.
Il concerto non ha tradito le attese e si è svolto in una atmosfera quanto mai intima e raffinata, avvolto da sinuosità vocali tipiche del jazz, mood melodrammatici propri della bossa nova e un sincero impulso verso la riscoperta della canzone italiana degli anni d’oro. Una serie di dialoghi musicali molto stretti fra improvvisazione e forma canzone, fra musica e poesia, fra “tropicalismo” e pop italiano
SET LIST Come vanno le cose Night If You Ever Think Of Me Se Ti Sembra Poco Sandro Penna Alone I Cannot Be Perdiamoci Ora Sempre Così Malamore Me and The Trees A Jurnata Laroye Encore Il Mondo /Io Che Amo Sole te / Senza Fine
Articolo del
27/06/2026 -
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