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(foto di Paolo D'intino)
Preceduti dal “set” teatrale, volutamente esasperato e vibrante dei Wet Kiss, gruppo “glam rock” australiano che ha presentato dal vivo brani tratti da “Thus Spoke The Broken Chanteuse”, sono tornati ad esibirsi dal vivo a Roma i Bar Italia, un trio indie rock inglese che si è formato a Londra nel 2019, durante il “lockdown”. La band è composta da Nina Cristante, alla voce, e da Sam Fenton e Jezmi Tarik Fehmi, entrambi alle chitarre elettriche e alla voce. Hanno presentato dal vivo brani tratti da “Some Like It Hot”, il loro ultimo disco, insieme ad alcune citazioni dagli album precedenti.
Sono il gruppo del momento in Inghilterra, grazie alla loro miscela di “post punk”, “shoegaze” , “lo fi” e “brit pop”, ma è quest’ ultima tendenza che sembra emergere in maniera più marcata. Uno dei motivi che hanno generato tutto questo “hype” intorno ai Bar Italia nasce decisamente dalla figura di Nina Cristante, nata a Roma, ma che risiede a Londra dall’età di 12 anni. Innamorata dell’Arte e della Moda, Nina ha seguito in tour la madre, costumista teatrale, ed è stata influenzata musicalmente dallo zio, che le faceva ascoltare gruppi come Blondie, Ramones, Velvet Underground, Strokes e i lavori solisti di Lou Reed e di Nico, che sono diventati “la sua Bibbia”.
Dopo essersi dedicata alla fotografia, alla pittura, alla scultura e ad installazioni sonore per gallerie d’arte, la Cristante si è affermata come nutrizionista (ha firmato il brevetto della Zao Dha Diet) e solo per caso, durante la pandemia, ha accolto la proposta dei suoi vicini di casa, Sam e Tarik, di mettere su una band. A dire il vero, era stata introdotta alla musica da Dean Blunt, noto produttore “left field” londinese, suo ex compagno di vita, ma non avrebbe mai pensato di esibirsi come cantante. Il nome del gruppo nasce da quel Bar Italia al numero 22 di Frith Street di Soho, Londra, un locale diventato famoso per la bontà del suo caffè, per il fatto che restava aperto tutti i giorni, a tutte le ore, anche di notte, e perché era frequentato da cantanti, produttori e attori famosi. Il “live act” di questa sera è stato un crescendo che ha messo in mostra la sensualità e le indubbie capacità di Nina come interprete, ben supportata da una base ritmica avvolgente.
Le chitarre hanno assecondato i passaggi vocali della Cristante che ha aggredito la scena con sfrontatezza, ma non hanno mai disegnato armonie indimenticabili. Buone canzoni, quello sì, decisamente “catchy” e da fruizione immediata, ma niente che resta a lungo nella mente e nel cuore. Con il passare del tempo, i Bar Italia hanno forse perso un po' della loro carica “post punk” e le loro radici “underground” non sono state forse annaffiate a sufficienza. Una serata tutto sommato godibile, vissuta all’insegna di un “pop rock” raffinato ed intrigante, ma talvolta impalpabile.
SET LIST
Missus Morality My Little Tony Fundraiser I Make My Own Dust Hi Fiver Marble Arch Horsey Girl Rider Sarcoustica Changer Plastered Glory Hunter Calm Down With Me Nurse Punkt Omni Shambles Eyepatch Rooster
Encore:
Some Like It Hot Polly Armour Cowbella
Articolo del
09/03/2026 -
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