Sul finire di marzo, nella serata del 26 marzo 2025, splendidamente ricca d’umanità cangiante, Giovanni Guidi è tornato alla Casa Del Jazz di Roma per presentare il suo ultimo viaggio musicale, “A New Day”, uscito a luglio dello scorso anno per la rinomata etichetta tedesca ECM Records.
Un’opera musicale, quella di questo recente lavoro, che ha acquisito nuove sfumature grazie all’apporto della potenza espressiva di Lewis al sassofono, ma anche di inedite deviazioni dall’usuale date dalla presenza in scena degli ormai familiari per Guidi “esploratori” sonori Joe Rehmer al contrabbasso e Joao Lobo alla batteria, i quali da un decennio fondono immaginario sonoro e talento in un interplay accattivante ed emozionante con il suo pianoforte.
La piccola sala interna, di quella che è una delle più importanti alcove del jazz romano e internazionale, era colma e in attesa, un’elettricità presenziava invisibile nell’aria partendo dal singolo per poi amalgamarsi collettivamente in un timido silenzio, si soffermava per poco sul palco ancora vuoto, gli strumenti in assenza di voce aventi un'aura magnetica che sembravano contenere promesse di storie da raccontare.
Narrazioni che sono giunte poco dopo, quando Giovanni ha salutato brevemente il pubblico prima di prendere posto dietro i tasti del piano con Brandon, Rehmer e Lobo a seguire. Impressioni di un’odissea strumentale, audace, di territori musicali figli dell’improvvisazione che hanno sfidato convenzioni sonore alternando momenti di sottile introspezione a esplosioni di energia pura. Il dialogo tra Lewis e Guidi era il centro della galassia, abbagliante ed emozionante, la sezione ritmica di Joe e Joao la luce a connettere ciascuna stella, ciascuna nota.
Passione e bellezza di una musicalità libera, coraggiosa, di un’anima essenziale e vibrante come quella di Giovanni, da sempre “oltre”, il quale ha portato lo stesso a non aver bisogno di molte parole (complice anche la perdita della voce dal giorno precedente, come ha spiegato in un intermezzo) per dialogare con i presenti.
A questi ultimi non è rimasto che ascoltare e acclamare, ripercorrere interiormente ogni fraseggio, risonante d’infinito.
Articolo del
27/03/2025 -
©2002 - 2025 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|