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MOTHELL – Nebula Sound System
"Nebula Sound System - EP" è il secondo progetto dei Mothell per la Doner Music di Big Fish. Dopo "Our lips - EP", che a fine 2013 aveva raggiunto il traguardo del primo posto nella classifica di musica elettronica sull'iTunes store italiano, i Mothell tornano con un progetto dalle forti influenze shoegaze e post-rock che ha tutti i presupposti replicare gli ottimi feedback del precedente lavoro: l'esordio di "Nebula sound system" li vede infatti debuttare al secondo posto della classifica di musica elettronica e al quindicesimo della classifica generale su iTunes. Un EP che è un passo fondamentale per l'evoluzione artistica dei Mothell: «Con "Nebula Sound System - EP" abbiamo intrapreso una strada più intima e personale, nella quale l'ascoltatore ha un solo compito: lasciarsi trasportare emotivamente. Il nostro modo di lavorare con l'elettronica si è evoluto, di conseguenza i suoni sintetici (in parte digitali ed in parte analogici) ora lasciano spazio anche alle chitarre e agli effetti tipici di generi parecchio cinematici come lo shoegaze ed il post-rock. La voce di Charlotte Bridge è li in mezzo a tenere in piedi il tutto, anche se in qualche modo sembra provenire da un altro territorio o addirittura un altro pianeta. L'immensità dello spazio, la piccolezza degli essere umani e la loro incredibile capacità di interferire col cosmo attraverso i propri sentimenti, sono il principio di base al quale ci siamo ispirati per questo nostro nuovo lavoro. "Nebula Sound System - EP" è fatto di canzoni a metà strada tra il pop e l'alternative, due mondo che insieme posso generare vere e proprie esplosioni.»
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KLASMOS – Burnt
Dopo anni di collaborazioni in studio e performance dal vivo in una selezione di festival internazionali, esce in italia il 28 ottobre per Erased Tapes Records l'omonimo album di debutto di Klasmos il progetto dance degli islandesi Ólafur Arnalds e di Janus Rasmussen, la mente della band elettro-pop Bloodgroup. L'omonimo disco di debutto ”Kiasmos”, registrato nello studio di Reykjavík di Ólafur, è stato composto con strumenti acustici come pianoforte, batteria ed quartetto d'archi affiancati a sintetizzatori, drum machine e delay: il risultato è un disco che si adatta alla perfezione sia all'ascolto casalingo che al ballo. Se si ascolta attentamente è possibile individuare i diversi utilizzi delle dita sul piano e persino il suono del lento scorrere del metallo di un accendino che sostituisce l'ordinario suono del hi-hat elettronico, donando all'album un'atmosfera estremamente intima ed unica. Mescolando l'esperienza al pianoforte di Ólafur con le atmosfere synth tipiche di Janus, l'album esplora nuovi territori fino a raggiungere un'estetica inedita nel repertorio di entrambi i musicisti.
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MOVIE STAR JUNKIES - Rising
I Movie Star Junkies sono tornati con un nuovo disco, “Evil Moods”, che profuma di letteratura noir e hard boiled americana, intriso di atmosfere torride e polverose che arrivano da decenni lontani; un disco sporco, senza ritorno, una scarica di adrenalina e di rabbia che non viene quasi mai incasellata nella rassicurante forma del ritornello. Un songwriting primitivo che a volte è un susseguirsi di lunghe strofe, a volte mitragliate di batteria e chitarre taglienti che ti lasciano inchiodato lì, con il bicchierino vuoto di tequila in mano. Ma soprattutto, “Evil Moods” è un disco che racchiude l'essenza dei Movie Star Junkies, quell'epifania, quello sfogo selvaggio e assolutamente spontaneo che li rende così unici. Dieci canzoni registrate in Italia e mixate a Berlino, con la preziosa mano di Maximilian Weissenfeldt di Whitefield Brothers ad alcune percussioni, dieci scariche elettriche che confermano la statura dei Movie Star Junkies, la forza prorompente che sanno sprigionare quando accendono i loro amplificatori e imbracciano gli strumenti. Un gruppo musicalmente maturo e distintamente riconoscibile, così tanto da potersi muovere in qualunque direzione, dal Texas alle pagine di un noir, dal Messico ad una sala prove immersa nella nebbia, dalle storie minime ai grandi drammi.
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LUCIUS - Hey, Doreen
Per la prima volta dal vivo in Italia una delle band rivelazione dell’anno dell’indie-pop americano. I LUCIUS presenteranno il loro album di debutto “Wildewoman” il 2 Novembre al Circolo Magnolia di Segrate (MI). Il quintetto di Brooklyn, guidato dalle affascinanti voci e dall’eclettico songwriting delle due inseparabili amiche Jess Wolfe e Holly Laessig. Acclamati da Rolling Stone America come «band da tenere d'occhio», lodati dal New York Times per le loro «sensuali, raggianti, ritmate ninna nanne» e da NPR per il loro «carisma e fascino », i LUCIUS mescolano le sincronie vocali di Wolfe e Laessig, che suonano synth e tastiere, alle chitarre e alla batteria di Dan Molad, Peter Lalish e Andrea Burri. Insieme fanno un’eccezionale mix musicale che evoca i classici gruppi pop femminili anni ’60 e mescola folk, rock'n'roll con un tocco moderno e elettronica anni Ottanta. Recentemente Jess Wolfe e Holly Laessig hanno collaborato all’album di debutto dei Tweedy (Jeff dei Wilco e suo figlio Spencer) “Sukierae”.
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LA BESTIA CARENNE - La Macchina Trasversale
Dopo il successo sulla nota piattaforma di crowdfunding esce l'11 novembre 2014 su etichetta Bulbartworks il primo disco della promettente band campana La Bestia Carenne, in bilico tra canzone d'autore, folk e musica di strada. L'album, interamente registrato e missato dalla band e co-prodotto attraverso una campagna di crowdfunding avviata sulla piattaforma Musicraiser che ha generato il 273% dell'obbiettivo prefissato, è anticipato dal singolo ”La Macchina Trasversale” il cui video, firmato Tippin the Velvet, richiama i grandi spaghetti western di Sergio Leone. ”Catacatassc'” è un profondo viaggio sonoro attraverso una tradizione cantautoriale che va da Fabrizio de Andrè a Tom Waits, reinventandosi continuamente di brano in brano: canzoni che che raccolgono in sé istanze bohemien, gitane, di strada, assestandosi su un registro linguistico e compositivo molto personale. E' quindi un disco focalizzato sul percorso «...c’era qualcosa in sospeso perché in un percorso di crescita artistica allo stesso tempo graduale, naturale e profondo resta sempre qualcosa in sospeso da dire. Ogni album diventa lo spazio di rincorsa necessario allo sviluppo del lavoro successivo.».
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…AND YOU WILL KNOW US BY THE TRAIL OF DEAD – “A Million Random Digits”
La band di Austin sta per rilasciare il nuovo album ”IX” in Europa il 20 ottobre e negli Stati Uniti l’11 novembre e dopo il debutto della scorsa settimana del brano “The Ghost In”, la band rivela un altro brano dell'album con “A Million Random Digits” che il cantante così ci racconta: «“A Million Random Digits” è il titolo rubato da un libro trovato su uno di quegli scaffali in una guest house dove chi prende un libro si suppone ne lascia un libro in cambio. Per fortuna io non sono un ‘backpacker’ quindi non mi sono sentito obbligato a lasciare nulla se ne prendo uno - che è anche il modo in cui ho ottenuto una copia di “Art of Wordly Wisdom“ di Balthazar Gracian (in esso Gracian raccomanda coltivare sempre un vizio, e il mio è rubare cose utili come i libri). I testi sono stati ispirati dalla serie “The Viking” che avevo visto di recente su History Channel – attualmente ne ho visto una copia pirata (un altro vizio) perché non abbiamo History Channel qui. Sentivo come un senso di vicinanza con gli Uomini del Nord quando sono lontani dalla famiglia, mentre vanno in battaglia, molto simile all’essere lontano dalla famiglia mentre si lavora su un disco. Alla fine si finisce per uccidere la stessa quantità di persone.» La band sarà in tour in Europa nel mese di novembre, e la settimana scorsa ha annunciato una seconda data a Londra il 18 novembre dove suonerà per intero l’album seminale ”Source Tags & Codes”.
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